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Progetto – La didattica a scuola-

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Recentemente ho potuto seguire un seminario riguardante i bambini ad alto potenziale. Ho anche acquistato il libro a cura della professoressa Maria Assunta Zanetti dal titolo “Bambini e ragazzi ad alto potenziale – Una guida per educatori e famiglie”, libro che ho trovato molto interessante perché offre spunti pedagogici sia per tutti i bambini BES, ma, penso proprio sia utile anche per i normodotati.

Qui di seguito i link per ascoltare quanto si è detto nelle due giornate seminariali.

Prima giornata:
1 https://youtu.be/IsdJw_rlwTA
2 https://youtu.be/CN2FCt7ya1Q
3 https://youtu.be/dack1qhIwzE
4 https://youtu.be/6pZg0rZY1bU
5 https://youtu.be/XwHRnEX_RPg 6 https://youtu.be/a52onSRzuM8
7 https://youtu.be/jUl6lFAgGGU
8 https://youtu.be/tbb5owBA9nw
9 https://youtu.be/IkvBWBvFMZM 10 https://youtu.be/guSeXrNzQXg 11 https://youtu.be/GDt2SALe7ss 12 https://youtu.be/TUuRyLlmi5o 13 https://youtu.be/W_uSDqzApMk 14 https://youtu.be/iTzpgdkeLb4 15 https://youtu.be/BizjOOYaGjE 16 https://youtu.be/pgtav3aczTA 17 https://youtu.be/XwvBz_RMHac 18 https://youtu.be/iIeCV86rIgw
19 https://youtu.be/_U_OHl0knKo 20 https://youtu.be/4KyminP4Xr0 21 https://youtu.be/_mgTnwlZSok 22 https://youtu.be/V10ILD70NIs 23 https://youtu.be/syzNiiclBS0
24 https://youtu.be/GaIS6V4-pH4 25 https://youtu.be/fdGE7rKVlEM 26 https://youtu.be/gNSsveacIiI

Seconda giornata:
1 https://youtu.be/utxSZw1bBvk
2 https://youtu.be/mWnsCVuOs0k 3 https://youtu.be/stKNzStB3Xg
4 https://youtu.be/Yg3qFWsIwjc
5 https://youtu.be/22GvODH6KcA 6 https://youtu.be/1C791ED7FR8
7 https://youtu.be/Qr75j5gVl0k
8 https://youtu.be/BPZysS2bpNU
9 https://youtu.be/9Yu3OlKUvkU 10 https://youtu.be/4ZbWHXBFLII 11 https://youtu.be/rfD1Jn2o9Qs 12 https://youtu.be/GTtGeOfBTRc

13 https://youtu.be/A_UnFagrF2Y 14 https://youtu.be/7drjWOAHQCg 15 https://youtu.be/98ZYcBSuDNI 16 https://youtu.be/j-OXAGVj3AY 17 https://youtu.be/25L_EgY5mUk 18 https://youtu.be/c-hANrxNp58

Facciamo una sintesi per capire chi sono questi bambini e come poter lavorare per migliorare il contesto classe prima che sia troppo tardi. Facciamo prima un’analisi dei termini in uso.
Definiamo prima di tutto cosa significa -dotazione-. È un termine che indica le attitudini che un soggetto sviluppa e manifesta spontaneamente, senza apprendimento specifico, in un ambito. Il -talento- invece è legato ad abilità o conoscenze sistematiche che l’ individuo sviluppa in un determinato settore, campo specifico.

I -plusdotati- sono coloro che manifestano un’abilità generale al di sopra della media o sono dotati di un talento eccezionale in un campo specifico. Non sono necessariamente più intelligenti ma hanno una struttura di pensiero nel ragionamento differente dalla norma.

Con il termine -genio- invece indichiamo colui o colei che ha un livello straordinario di prestazioni molto elevate producendo qualcosa di originale e creativo in ambiti difficilmente misurabili come l’ambito artistico.

I bambini plusdotati rientrano nella categoria dei BES, hanno infatti bisogno di un supporto specifico in quanto sono più avanti degli altri in alcune discipline. Si dovrebbe proiettare l’alunno verso materie più avanzate, salti di classe, in classi “differenti” che non corrispondono a quelle previste per la sua età anagrafica.

Una delle caratteristiche principali dei plusdotati è che facilmente si stancano, si annoiano di fare ciò che la routine prevede. Bisogna motivarli, rendere l’argomento accattivante, sfidarli.
I plusdotati hanno anche la caratteristica che, se non valorizzati, cadono in insuccessi scolastici che risulteranno poi molto dannosi nell’ambito dell’ apprendimento didattico.

Come riconosciamo un plusdotato, quali sono le sue caratteristiche?

  • Ampio vocabolario e frasi complesse
  • Attenzione sostenuta
  • Eccezionale capacità di memoria e disponibilità di molte informazioni
  • Curiosità ed interrogativi
  • Svariati interessi
  • Creatività e immaginazione vivida ( compagni e mondi immaginari )
  • Ideazioni di giochi
  • Autodidatti: lettura, scrittura, calcolo
  • Precoci e più rapidi negli apprendimenti
  • Elevato senso dell’ umorismo, sarcasmo
  • Profonda intensità e sensibilità emotiva
  • Necessità della precisione (perfezionismo)
  • Uso della logica nelle deduzioni
  • Elevati livelli di astrazione
  • Rapida individuazione degli aspetti essenziali del problema
  • Bisogno di essere mentalmente stimolati
  • Richieste di approfondimento
  • Elevato senso della giustizia e dell’equità
  • Ampio utilizzo del pensiero divergente
  • Tendenza a trovare più soluzioni ad ogni problema
  • Facile distraibilità

    Sappiamo, in base a ciò che ci dice Feldman (1991), che i bambini plusdotati tra i 18 mesi e i 4 anni entrano nella fase del pensiero simbolico. Bisogna dunque cominciare già da queste età ad insistere sull’osservazione e sulla trascrizione di lettere e numeri; avvicinarli sempre attraverso l’osservazione e la ludicità alle prime operazioni, usare la calligrafia come pretesto per giocare in maniera insolita, sono possibili tappe, di approccio didattico, attraverso cui la plusdotazione può emergere e manifestarsi attraverso il gioco.

    I bambini plusdotati amano la sfida e nel gioco trovano il modo di sfidare se stessi. Questi bambini sono così perfezionisti ed amano così tanto la perfezione da mostrarsi a volte in situazioni di ansia e panico, situazioni dovute proprio a questa continua sfida interiore che li caratterizza. Sono sfide che loro non hanno con l’esterno, sono molto autocritici e non amano l’errore. Ogni bambino ad alto potenziale non è uguale ad un altro. Dobbiamo comunque osservare che se tutti i plusdotati sono bambini unici ed irripetibili, lo sono anche i normodotati ed anche tutti coloro che rientrano nei programmi BES.

Questa osservazione è un pretesto non per escludere alunni dal contesto classe o per formarli seguiti da particolari insegnanti, ma è un modo che ci consente di progettare una scuola e cambiare completamente la gestione del sistema scolastico a livello didattico per far sì che nessuno sia escluso e nessuno si senta penalizzato.

Quali sono i modi per rendere -diversa- la scuola?
Prima di tutto la scuola deve attivarsi in modalità OPEN. Deve avere una piattaforma didattica dove gli studenti possono accedere quando vogliono. I bambini già dai 5 anni possono così iscriversi alla scuola primaria (elementari) ed accedere a percorsi pre-scolastici che prendono avvio da maggio per poi accedere percorso didattico formativo da settembre. Per intenderci un bambino di 5 anni può partecipare all’avvio di lezioni, sotto forma ludica, seguendo un percorso da maggio dell’anno 1 e poi a settembre, sempre dell’anno 1, iscriversi alla prima elementare. Questo solo se riesce a comprendere ciò che viene esperito tra maggio e metà giugno. In questo periodo gli insegnanti, compresi quelli di sostegno, psicologi e pedagogisti osservano i bambini per capire quale sia il percorso da intraprendere durante l’anno scolastico per ogni alunno, progettare per gli alunni il percorso più idoneo. I bambini tra maggio e giugno per entrare nella prima classe avranno a disposizione il libro di testo che verrà -illustrato- in maniera semplice e chiara dai maestri. Saranno svolti compiti semplici o complessi in base alle capacità di apprendimento degli alunni stessi che indicheranno la strada per il percorso di studi. I bambini non devono essere messi sottopressione, solo invogliati in maniera guidata e graduale a quello che sarà il programma di studi.
Tra maggio e giugno, partendo già dal passaggio dall’ infanzia alla primaria, i bambini fin dai 5 anni potranno accedere al percorso pre- scolastico che sarà seguito da docenti precari o di seconda o terza fascia, insieme con pedagogisti e psicologi. Verrà presentato un excursus degli argomenti da trattare durante l’anno, si produrranno cartelloni che illustrino gli argomenti del percorso didattico e verranno valutati i bambini e le loro capacità sotto i vari aspetti individuali. Far sfogliare anche semplicemente i libri, farli immergere nella materia, aspettando che pongano domande e ascoltare le deduzioni è importante ai fini di una impostazione didattica ottimale.

Questo percorso da maggio a giugno accompagnerà tutte le classi per comprendere meglio se il bambino può accedere ad un livello altamente superiore o proseguire nel percorso predefinito.
Anche le classi saranno OPEN, quindi se un bambino mostra alte capacità in determinate materie, potrà andare nella classe dove si studia la stessa materia in maniera più avanzata. Per far ciò le classi devono rispettare tutte gli stessi orari per ogni materia, ogni classe avrà il suo docente di matematica, di italiano, di artistica… in questo modo i docenti possono concentrarsi su pochi alunni e lavorare meglio, sviluppare le competenze di ognuno, non sovraccaricarsi; i bambini possono porre domande, comprendere meglio le lezioni, chiedere aiuto all’ insegnante, essere seguiti amorevolmente.

In ogni classe ci sarà il docente di sostegno che supporta il docente curricolare ed il bambino problematico in percorsi individuali e di integrazione sempre all’ interno della stessa. Non c’è infatti esclusione dal contesto classe.

I bambini hanno la possibilità di lavorare in gruppetti, possono utilizzare il metodo critico-filosofico all’ interno dei percorsi di studio, autovalutarsi per la crescita individuale e di gruppo.
Non importa se il bambino ad alto potenziale accede a percorsi dove ci sono alunni più grandi, essendo le classi open potrebbe trovarsi anche con altri della sua stessa età.

Infine la scuola deve avere a disposizione una piattaforma didattica, dove gli alunni possono accedere ed effettuare i relativi compiti da portare il giorno successivo in classe. I compiti possono essere alcuni da svolgere su piattaforma, altri, la maggior parte, devono essere solo delle tracce riguardanti compiti da svolgere esclusivamente a mano. È fondamentale infatti che il bambino si alleni ad adoperare carta e penna e non si impigrisca o diventi dipendente dalla macchina –computer-. Il linguaggio si sviluppa anche attraverso la creatività e la manipolazione. Saper usare la mente e le dita per effettuare calcoli, saper usare la penna e saper scrivere, rendono il bambino più intelligente. Bisogna privilegiare anche l’ora di musica e l’ora di artistica, fondamentali per la crescita del bambino e lo sviluppo del pensiero astratto, critico-creativo e di quello logico insieme. Durante il periodo estivo il bambino non deve assopirsi, verranno caricate su piattaforma delle esercitazioni, che non riempiano totalmente le giornate dei bambini ma li facciano sentire ricettivi: diari di bordo che

devono stimolare le capacità logico-matematiche, quelle linguistiche attraverso la creazione di poesie che si basino sul proprio vissuto “estivo”, cruciverba sugli argomenti studiati, rebus; esercitazioni scientifiche che attivino la curiosità e l’osservazione su ciò che li circonda, per esempio su forme di piante incontrate nel periodo estivo… non dimentichiamo di esercitare la lingua straniera con canzoni inventate o poesie tradotte. Per il resto, il periodo estivo è fatto anche per oziare e divertirsi. La noia, inoltre, nei bambini plusdotati, stimola la creatività.

Questo approccio multidisciplinare e multiproblematico risolve oltre il problema di inserimento e di evoluzione dei singoli alunni, anche il problema del precariato. I docenti hanno la possibilità di attivarsi fin da subito interagendo con altre figure specializzate. Questo distribuisce, sui vari ruoli, il lavoro e le responsabilità non gravati tutti sul docente curricolare ma, attraverso la cooperazione, permette di costruire un percorso ottimale per ogni singolo alunno.

Bisogna utilizzare delle strategie pratiche, valorizzare le competenze degli alunni, invogliarli a fare meglio, premiarli con frasi che lo rendano più ricettivo e non lo disorientino portando a mollare per la troppa complessità. I bambini ad alto potenziale in particolare, a volte mollano per la troppa complessità non perché la complessità non li piaccia o li spaventi, ma perché se la complessità prevede troppe fasi, troppe elaborazioni, il bambino può sentirsi frustrato perché non sa da dove cominciare o come dimostrare, con il poco materiale che ha, quello che è nella sua testa e che è diventato ingestibile. Un buon insegnante dovrebbe cogliere l’opportunità attraverso il dialogo, ascoltare il bambino e fornirgli il materiale necessario per realizzare quello che ha nel suo progetto mentale. Rendiamo la scuola dal punto di vista didattico OPEN. Sarebbe un buon inizio per valorizzare tutti.

 

BIBLIOGRAFIA: Maria Assunta Zanetti, a cura di, (2017), Bambini e ragazzi ad alto potenziale – Una guida per educatori e famiglie, Carocci Faber, pp. 19, 20, 59, 100-101, 104-108, 112, 113, 123, 131.