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LA POLITICA DEI MASS MEDIA E DEI SOCIAL MEDIA

 

 

Di

Nancy Nitti

 

“Arrivano gli immigrati, c’è bisogno di accoglienza! Portate indumenti, pappette per bambini, scarpe e vestiti di stagione! C’è bisogno della collaborazione di tutti!”

 

Questo è quello che oggi leggo sui social ed ascolto in tv. Come sempre si scatenano frasi di questo tipo che fanno pensare ad una mentalità altruistica.

C’ è stata la giornata dedicata alla famiglia il 15 maggio, ma non ho letto né sentito alcuna iniziativa a favore.

Sarà un caso che le informazioni passate sui social non le abbia lette? No, non è un caso, sui social l’algoritmo determina ciò che deve essere visualizzato, per poi scatenare le dovute contestazioni. Una cosa è certa, questa giornata non è stata sponsorizzata né sui social né in tv, nemmeno quanto il tempo che si dedica ai temi di accoglienza, di omofobia, di legalizzazione e dei benefici delle droghe o quant’altro.

È questione di marketing che sponsorizza determinate cose, spostando la solidarietà su altri interessi, interessi che danneggiano la stessa famiglia sul nascere. Si vuole promuovere una politica totalizzante ed accentratrice: ignorare certe cose per far emergere altri problemi sociali di secondaria se non proprio di terziaria importanza.

Vi siete chiesti perché lo Stato in prima persona non provveda affinché questi immigrati che vengono in Italia non abbiano indumenti e cibo a sufficienza? Vi siete chiesti perché gli stranieri hanno più agevolazioni di noi, mentre gli italiani stentano ad andare avanti e portare a casa il pane per la propria famiglia? Vi siete mai chiesti perché dobbiamo accoglierli invece di aiutarli a lottare per farli rimanere nelle loro terre? Vi siete chiesti cosa fanno una volta arrivati qui? Vi siete chiesti perché è più importante parlare di omofobia, estendere le unioni anche agli omosessuali invece di risolvere i problemi legati ad una famiglia che non può nascere perché non ha lavoro? Vi siete mai chiesti perché gli immigrati e gli extracomunitari possono ritornare nelle loro terre, e con quali soldi, mentre noi italiani non possiamo permetterci un viaggio nemmeno una volta ogni tanto? Il motivo è che sono tutti interessi economici, di potere.

Quando si pensa che tutti questi comportamenti sono sbagliati, quando si vede oltre quello che la politica propone come modo di vedere sbagliato, si viene etichettati razzisti, ma il vero razzismo sta in questi gesti, nell’etichettare chi non la pensa così, nello spostare l’attenzione da ciò che è di primaria importanza a ciò che non lo è, o lo è relativamente.

Chiediamoci se vogliamo questa società per i nostri figli, ponetevi queste domande ed una volta tanto ribellatevi a questa sporca politica di sinistra accentratrice di interessi che non fa vivere dignitosamente nessuna persona.

 

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GENITORI E FIGLI: QUANDO IL RAPPORTO DIVENTA INGESTIBILE

 

 

Di

Nancy Nitti

 

 

Molte volte i ragazzi pensano: ma possibile che sia nato proprio in questa famiglia? Che mi siano stati affidati certi genitori?

Ci sono genitori che molto spesso si nascondono dietro ad una buona educazione, ma in realtà non sanno educare.

Essere genitori non significa infatti opprimere i propri figli con atteggiamenti che si celano sotto un atteggiamento protettivo o iperprotettivo. Molto spesso questi atteggiamenti che i genitori attuano, sono una vera e propria sottomissione.

Questo accade soprattutto nelle famiglie con genitori divorziati o separati, dove gli stessi genitori tendono a scaricare le colpe dei comportamenti dei propri figli sul genitore assente o comunque sulla famiglia dell’altro che non è presente, denigrandolo con frasi non sempre veritiere e poco gentili come: -assomigli a tua madre, a tuo padre, hai preso dalla famiglia loro, da me non hai preso nulla-.

Da una parte si cerca di tenersi stretto il figlio, dall’altra lo si vorrebbe inconsciamente mandare via perché: -ci rovina la vita!-. Questo atteggiamento oppressivo lo manifestano scaricando le colpe di ogni cosa sul proprio figlio che ne risente manifestando insicurezze che, man mano che passano gli anni, aumentano. Dire frasi come: sei incapace, sei un incompetente, non sai fare nulla… fanno sì che il ragazzo acquisisca dentro di sé quelle parole, scatenando una convinzione di -essere incapace veramente-. Se in più aggiungiamo frasi del tipo: -io ho dato tutto per te e non ho ricevuto niente in cambio-, questa è una vera e propria violenza psicologica che si inculca nel figlio.

Come fare per evitare questo? Il genitore dovrebbe ritrovare un suo equilibrio interiore, farsi un bell’esame di coscienza e un’attenta analisi sulle parole che dice durante il giorno al proprio figlio. Mettere per iscritto ciò che dice e le risposte che riceve e magari, se vedete un atteggiamento remissivo da parte del ragazzo, fate intervenire persone competenti come un counselor esperto in ambito pedagogico o se la cosa si evolve in una situazione ingestibile, rivolgersi ad uno psicologo per una terapia sia individuale che di gruppo, quello familiare. Una buona educazione parte da una mente non violenta e psicologicamente equilibrata. Se una persona ha delle frustrazioni interiori non potrà educare in maniera corretta, tenderà a sottomettere l’altro con umiliazioni creando una dipendenza psicologica.

Mi raccomando genitori, le regole di sono: controllare i propri figli nelle azioni quotidiane, seguirli in ciò che loro amano fare per evitare che si chiudano a riccio, se si notano atteggiamenti sospetti come segni sul corpo, indagare sul problema portandolo dal medico per fare accertamenti clinici, e soprattutto non improvvisate con rimproveri umilianti. Il rimprovero deve accompagnare solo un’azione sbagliata: fare del male a qualcuno, prendersi gioco di qualcuno, non occuparsi della propria stanza, non saper gestire qualcosa, non svolgere i compiti… e tanto altro. È bene sempre fare riferimento comunque a persone che hanno competenze nel settore e che ne sanno più di voi. Quando poi vedete che in tv o in internet girano articoli particolari, allarmatevi e parlatene con loro, con esperti, non lasciate passare la cosa inosservata, soprattutto se dopo quella cosa notate dei cambiamenti sui vostri figli.

Scandite la giornata dei vostri figli in maniera che abbiano una giornata piena di cose da fare, comprese le distrazioni che non comportino troppo intrattenimento sul computer o sul cellulare. È importante impostare la giornata con delle attività che variano per non creare monotonia e assuefazione. Cercate anche voi di prendervi i vostri spazi. Realizzate delle cose che desiderate fare per evitare che il vostro spazio divenga pieno di azioni che non desiderate e che si ripercuotono poi a livello inconscio e su qualcun altro. Così si corre il rischio di scaricare in maniera immotivata le vostre frustrazioni sui vostri figli. I figli non devono essere lo sfogo delle vostre frustrazioni: quello che non avete potuto realizzare. Attivatevi piuttosto a trovare la vostra realizzazione anche con loro. La vostra responsabilità nei loro confronti non deve venire meno, neanche con un linguaggio che possa –uccidere- il divenire dei vostri figli.

Equilibrate le azioni da assumere con loro attraverso delle scelte: se il bambino non studia e voi non siete capaci di aiutarlo, non ditegli: -non sai fare nulla-, aiutatelo chiedendo alle insegnanti a chi potersi rivolgere per un supporto in una determinata materia. Se il ragazzo è cresciuto e non ha più problemi con quella materia non riprendete discorsi dal passato, non fategli pesare il fatto che voi avete dato tutto per loro ma -non ho avuto nulla in cambio, solo tristezze-, questo è ancora una volta un voler scaricare le vostre frustrazioni su di lui. Pensate piuttosto in questo modo: lo porto da un insegnante ed io posso dedicarmi ad altro, qualcosa che mi piace. Non è detto che voi troviate per forza dei docenti che vogliono essere pagati, ci sono doposcuola anche gratuiti, quindi se è un problema economico, indagate sul territorio, informatevi per effettuare le giuste scelte. Ci sono tanti docenti che non hanno bisogno di altre entrate economiche al di fuori di quelle scolastiche e che lo fanno solo per passione verso quella materia.

Il vostro atteggiamento potrebbe essere dettato anche dal fatto di volere un figlio senza difetti, perfetto, bravo in tutto, che non deve commettere errori nella sua vita, perché come genitori vi sentite caricati di questa grossa responsabilità: educarlo al meglio. Questo porta ansia da prestazione nel bambino oltre all’attaccamento che lo induce ad essere perfetto a tutti i costi. Niente di più sbagliato: i figli devono vivere esperienze negative, provare a fare più cose per capire alla fine cosa vogliono, per cosa sono più portati. Non parlo di avvicinarsi ad esperienze che lo portino sulla cattiva strada, parlo di conoscenze a livello curricolare ed extracurricolare.

Se vostro figlio non è portato per una materia, non umiliatelo, fategli capire che ci sono altre materie in cui va bene. Di solito i ragazzi seguono ed amano quello che studiano se hanno una gratificazione emotiva in quella materia, in più se sono seguiti si appassionano. Per questo sarebbe opportuno che il contesto scuola cambiasse ed ampliasse il modo di operare con gli alunni integrando la didattica con l’ extradidattica.

Entrate nel mondo dei vostri figli in punta di piedi, assicuratevi che il loro percorso non diventi pieno di insoddisfazioni ma ricco di interessi. Cercate di avere fermezza nelle azioni osservando i comportamenti e valutando con gli esperti nel settore pedagogico e psicologico il da farsi.

Soprattutto ricordate che la vita dei vostri figli è importante quanto la vostra, quindi non mettetevi in secondo piano. Eviterete così momenti di rabbia incontrollata nei confronti dei vostri figli per non aver realizzato i vostri sogni o perché non sono come li vorreste. Questo non vuol dire non avere responsabilità nei confronti dei vostri figli. Quello che diventano è anche merito vostro, nel bene e nel male. Ponete quindi per iscritto sia le cose che accadono in famiglia quelle che vedete e quelle che non vedete, il perché non le vedete, le cose che dite ai vostri figli e le risposte che ricevete. Solo così avrete le risposte al perché vostro figlio si comporta in un certo modo. Non deresponsabilizzatevi delegando le colpe su di loro, né sovraccaricandoli di responsabilità sia per non aver raggiunto determinati obiettivi che voi vi eravate prefissati per loro, sia per averli raggiunti ma non come voi ve li eravate immaginati.

CAMBIARE L’ INTERCULTURALE IN INTRACULTURALE lo scopo dei contesti educativi

Appello a tutti gli educatori e pedagogisti, NON PROSTITUITEVI MAI PER LAVORARE!!!
Non svendetevi! Vi dequalificate soltanto! Per prostituzione intendo abbassarsi a svolgere qualsiasi mansione senza conoscere bene la situazione. Informatevi e scegliete perché il lavoro che vogliono farci svolgere è orientato verso un ruolo non professionale.

Potete scaricare la mia ricerca cliccando sul seguente link:

https://www.academia.edu/32876456/CAMBIARE_L_INTERCULTURALE_IN_INTRACULTURALE_Lo_scopo_dei_contesti_educativi

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LA SCUOLA E’ VIVA! EVVIVA LA SCUOLA!

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di

Nancy Nitti

Nello scorso articolo ho parlato di come dovrebbe essere strutturata la scuola con docenti e figure aggiuntive.

In questo articolo, entro nel vivo delle figure e di come la scuola deve aprirsi alle strutture che sono sul territorio.

Prima di tutto cerchiamo di definire quali sono le figure coinvolte.

Il personale docente, nell’orario curricolare, è un docente di ruolo. Ogni docente curricolare avrà solo una sezione in una sola scuola. Non sarà possibile avere più corsi e più scuole dove insegnare. Questo consentirà di avere maggior spazio da dedicare agli alunni che, come abbiamo detto, saranno al massimo 20 per classe. In questo modo le scuole potranno assumere più docenti e ci sarà meno precariato.

I docenti di sostegno sono figure necessarie, assunte all’ interno della scuola. Sono figure che supportano i ragazzi con handicap e portano avanti un progetto adeguato alle capacità degli stessi. Non è un atto discriminatorio inserire un docente specializzato, anzi è necessario avere una figura predisposta con determinate competenze nel settore. È importante continuare a formare persone che sviluppino certe esperienze, non possiamo pensare che educatori e pedagogisti si occupino di casi di questo tipo, ci vuole necessariamente una formazione mirata e post laurea in quanto i casi di studio sono tantissimi e le specialità di settore devono diversificarsi a seconda dei casi. Ribadisco il concetto: i tuttologi non fanno bene all’ interno di una struttura educativa.

All’ interno della scuola, nell’ambito educativo, oltre al personale docente, ci deve essere come figura stabile la figura del pedagogista. Tale figura deve essere assunta dalla scuola. Per essere assunta e svolgere le mansioni di coordinamento, progettazione, consulenza rivolta a docenti e studenti e di orientamento, deve necessariamente avere nel suo curriculum, oltre alla laurea in pedagogia, scienze dell’educazione quadriennale (v.o. indirizzo educatori professionali), scienze pedagogiche (laurea quinquennale); una serie di attività documentabili, svolte nei vari contesti educativi: minori a rischio, handicap, stranieri, anziani. Deve inoltre aver tenuto come relatore almeno un seminario per la formazione dei docenti, avere competenze di counseling ed infine deve essere tutelato da un’associazione di categoria che garantisca la sua professionalità nel settore.

La figura del pedagogista dovendo essere una figura stabile e professionale, all’ interno della scuola, avrà anche un compenso adeguato.

Il pedagogista è presente fin dall’asilo per coordinare le attività anche con gli enti esterni convenzionati con la scuola.

Le riunioni docenti saranno supervisionate dalla figura del pedagogista e avverranno una volta alla settimana nelle ore pomeridiane, dalle 15:30 alle 18:30. Queste riunioni sostituiranno i consigli di classe e i collegi docenti. Questi incontri serviranno per fare il punto della situazione su ogni alunno per classe.

La figura del pedagogista è anche un facilitatore nella fase di coordinamento, è sempre presente durante le riunioni. Il suo compito non è solo quello di capire l’andamento della classe, durante le riunioni pomeridiane; ma è anche quello di leggere ed analizzare i diari di bordo dei docenti che vengono compilati ad ogni fine lezione per comprendere le problematiche e le giuste soluzioni da adottare nel percorso extrascolastico, con i docenti tutor pre-ruolo ed i tutor tirocinanti universitari pre-laurea, e capire quali sono le iniziative laboratoriali a cui gli studenti possono accedere sempre nelle ore pomeridiane anche in base alle loro predisposizioni ed interessi dopo aver effettuato un’attenta consulenza pedagogica individuale con lo stesso studente.

Le riunioni devono avvenire dal lunedì al venerdì nelle ore pomeridiane con i docenti curricolari, mentre nelle ore di lezione curricolare (la mattina) con i tutor tirocinanti docenti pre-ruolo e i tutor tirocinanti pre-laurea, i tirocinanti educatori professionali e i tirocinanti pedagogisti, per trovare con loro il giusto approccio metodologico di lavoro da utilizzare con i singoli studenti.

Le figure esterne al contesto scolastico sono quelle che appartengono agli enti convenzionati con la scuola, che hanno vinto il bando proponendo attività extrascolastiche e che hanno al loro interno figure adeguate:

  • Le università delle facoltà di lettere, matematica, informatica, scienze dell’educazione, scienze pedagogiche, scienze teologiche, economia per proporre, studenti prossimi alla laurea, come: tutor tirocinanti pre-laurea;
  • I conservatori, le accademie delle belle arti e di danza, per i laboratori d’arte e di musica: tutor tirocinanti docenti pre-ruolo e tutor tirocinanti pre-laurea;
  • Sostegno agli ospedalizzati e collaborazione con le case di riposo, dove poter intervenire con attività curricolari ed extracurricolari, accoglieranno: tutor tirocinanti docenti pre-ruolo e tutor tirocinanti pre-laurea;
  • Associazioni e cooperative metteranno a disposizione educatori professionali, educatori professionali nell’ambito sanitario, e altre figure preposte per la realizzazione dei laboratori e vincitori del bando proposto dalla scuola.
  • Il concorso scuola, professionalizzante per la figura del docente: tutor tirocinanti docenti pre-ruolo.

I tirocinanti pre-laurea dovranno aver ultimato tutti gli esami previsti dal piano accademico per poter supportare le attività extra di supporto dell’ intero anno scolastico. Solo così sarà possibile accedere al tirocinio e, alla fine del percorso, riceveranno un attestato di conseguimento tirocinio. Dopo aver ricevuto l’attestazione, lo stesso potrà conseguire il titolo di dottore con la discussione finale della propria tesi.

Il ruolo di pedagogista ha anche funzione di orientatore, questo ruolo è necessario sin dalla scuola elementare in quanto fin da piccoli si comincia ad intravedere l’ interesse dell’ individuo, le predisposizioni verso certe materie, anche se poi, con i vari interessi, delusioni, successi e simpatie, possono evolvere in altro.

La figura dell’orientatore opera nelle ore pomeridiane settimanali, dalle 15:30 alle 18:30 e il sabato mattina dalle 9:30 alle 12:30. Viene stilato per ogni studente che richiede la consulenza il diario dell’alunno che viene aggiornato volta per volta annotando passioni e predisposizioni. Ogni studente avrà il suo diario per tutta la durata del percorso formativo scolastico. Le consulenze devono avvenire su prenotazione per dare il giusto spazio ad ogni studente.

Il pedagogista suddividerà gli interventi riguardanti le riunioni, gli incontri con gli studenti per le consulenze e l’orientamento, in base a precisi orari da strutturare.

Parliamo ora delle materie curricolari. Queste devono essere distribuite dal Lunedì al Venerdì non superando le 26 ore, ore della durata di 50’ ciascuna, gli altri 10’ sono utilizzati per cambiare aula o per distrarsi, per mangiare uno snack, o per conversare con i compagni.

Le materie da adottare alle scuole elementari e medie sono le seguenti:

  • Italiano avrà a disposizione 7 ore totali da suddividersi in: Grammatica italiana e cenni di grammatica latina e greca (2h), Narrativa Latina e Greca, Dettato e Calligrafia (2h), Antologia e Geografia (2h), Attualità/Ed.Civica/Cenni di Legge e Storia (1h). Saranno i vincitori di concorso laureati in materie letterarie, che avranno come base di conoscenza il latino e il greco;
  • Matematica: Algebra, Aritmetica e Geometria (3h), Laboratorio di Scienze, Chimica e Fisica (2h), Scienze e anatomia (2h). Saranno i vincitori di concorso laureati in matematica, fisica, chimica;
  • Economia: cenni di economia (1h). Saranno i vincitori di concorso laureati in economia;
  • Informatica: cenni di informatica e coding (1h). Saranno i vincitori di concorso laureati in informatica;
  • Lingue straniere: Grammatica (dagli 8 anni in su) (1h), Conversation e Cineforum (già dai 3 anni) (2h). Madrelingua;
  • Educazione artistica: Storia dell’Arte-Arte e Filosofia-Tecniche di disegno e progettazione (2h). Saranno i vincitori di concorso laureati in materie artistiche;
  • Tecnologia: Studio dei materiali e della tecnologia-Progettazione disegno tecnico-disegno prospettico e teoria delle ombre (2h). Saranno i vincitori di concorso laureati in architettura ed ingegneria;
  • Educazione musicale: Storia della musica-solfeggio-lettura musicale-studio vocalità: “strumento voce” (2h). Saranno i vincitori di concorso laureati in conservatorio;
  • Religione: La nostra Religione e il confronto con le altre religioni-Cenni di Teologia Morale-Filosofia Morale (1h). Saranno i vincitori di concorso laureati in teologia.

È importante che si studi anche la filosofia morale perché è una materia che aiuta lo studente al ragionamento oltre ad indirizzarlo all’etica della responsabilità. Un compito molto importante affidato solo ai vincitori di concorso laureati in teologia (laurea quinquennale).

I docenti di italiano saranno due: uno si dedicherà alla Grammatica Italiana, Latina e Greca e Narrativa Latina e Greca, Dettato e Calligrafia; l’altro all’antologia, geografia, storia e attualità, includendo cenni di legge, attualità ed educazione civica.

Anche i docenti di matematica saranno due: uno si dedicherà alle discipline matematiche: aritmetica, geometria e algebra; mentre l’altro alle discipline scientifiche, ai laboratori di scienze, chimica e fisica e alle lezioni di anatomia.

La lingua straniera dovrebbe essere affidata ad un insegnante di madrelingua, in quanto non bisogna assolutamente parlare in italiano durante la lezione.

Non è inclusa l’educazione fisica nelle ore scolastiche curricolari. Non tutti infatti sono predisposti alle attività svolte durante l’educazione fisica. Si potrebbero verificare atti di bullismo legati al fatto che alcuni non riescono ad eseguire certi esercizi. Sarebbe necessario intensificare le lezioni delle altre materie, implementarne altre come l’ informatica e l’economia o aumentare le ore di educazione musicale e artistica  e creare a parte, durante le ore extracurricolari, corsi riguardanti sport ed altre attività che coinvolgono il corpo e la mente. Gli esercizi di educazione fisica non tutti sono capaci di farli, a volte anche lo stesso docente non si prende cura di coloro che hanno dei problemi a livello psicologico. Non tutti sono portati per la corsa della resistenza, non tutti per la steffetta o per il quadro svedese. Aprire ad attività extracurricolari, consente comunque di svolgere un’attività senza sentire il peso dell’insuccesso.

Le materie che prevedono compiti in classe ed attività laboratoriali come le scienze, l’arte, l’educazione musicale, il cineforum in lingua straniera, narrativa latina e greca, avranno due ore consecutive all’ interno dell’orario didattico.

Per le materie extracurricolari pomeridiane e del sabato mattina, la scuola deve disporre di convenzioni con associazioni, cooperative, ospedali, case di riposo, conservatori, accademie delle belle arti e centri di danza. Il personale educativo e i tirocinanti avranno mansioni differenti.

I tirocinanti educatori professionali affiancheranno i docenti di sostegno, supporteranno studenti stranieri e difficili (a rischio devianza); inoltre controlleranno gli studenti che, su turni ben strutturati, terranno in ordine la zona mensa apparecchiando, pulendo e servendo ai tavoli durante la settimana.

Gli educatori professionali, accompagneranno gli studenti (a piedi o aspettando appositi pulmini) ai cineforum e presso le varie associazioni e cooperative che proporranno le attività laboratoriali. Si privilegeranno i laboratori creativi. Gli studenti non verranno mai lasciati soli durante le attività e tutto sarà documentato, dagli stessi educatori, sul diario laboratoriale dello studente. Inoltre gli educatori professionali saranno attenti a quei minori che, nel fine settimana, non potendo stare con i propri genitori per motivi lavorativi, andranno nelle case di riposo per trovare e conversare con -nonni acquisiti-, definendo così i laboratori -nonni in affitto: il nonno racconta, il nipote racconta-. Questi interventi avviano ad una conversazione considerata da due diversi punti di vista: stimolare l’attività del ricordo nell’anziano e stimolare la fantasia del bambino nell’esprimersi. È importante sviluppare il linguaggio e l’espressività fin dalla tenera età, dai quattro anni in su.

Gli alunni delle scuole materne, elementari e medie potranno usufruire delle convenzioni con i cinema sul territorio e potranno seguire film in lingua originale anche il sabato mattina e nel primo pomeriggio, incontrando, a fine film, attori ed esperti del settore cinematografico, sempre accompagnati dagli educatori professionali.

Gli educatori professionali dovranno essere pagati tramite i fondi del servizio civile o in base ai bandi nazionali, regionali o tramite i fondi del comune di residenza.

I tirocinanti pedagogisti devono entrare nelle strutture ospedaliere per assistere e supportare nelle attività di apprendimento gli studenti ricoverati, insieme ai tirocinanti docenti tutor pre-ruolo e tirocinanti tutor pre-laurea.

Facciamo chiarezza tra le due figure: quella del pedagogista e quella dell’educatore professionale. Il pedagogista è un laureato nel percorso di studi “Pedagogia” o che ha la laurea quadriennale v.o. di “Scienze dell’educazione” secondo indirizzo -educatori professionali- o nella laurea magistrale di “Scienze pedagogiche”.

I pedagogisti si distinguono dagli educatori professionali che hanno una formazione triennale nel nuovo ordinamento o appartengono alla laurea di educazione professionale sanitaria.

La differenza tra tirocinanti tutor docenti pre-ruolo e tirocinanti tutor pre-laurea sta nel fatto che i primi hanno vinto il concorso a cattedra e devono fare il tirocinio per accedere al ruolo dell’ insegnamento, i secondi i tirocinanti tutor pre-laurea, sono quelli che devono svolgere il tirocinio universitario a fine percorso accademico. Entrambi conoscono la materia di studio, ad esempio entrambi devono essere specializzati in matematica o materie affini se gli argomenti su cui intervenire sono la matematica, la scienza, la fisica, i primi laureati e vincitori di concorso, i secondi laureandi.

Tutti gli alunni che lo richiederanno, -anche i più bravi-, chiamiamoli così, potranno essere affiancati dai tutor tirocinanti pre-ruolo e pre-laurea, fin dalle elementari. I tirocinanti tutor docenti pre-ruolo di una determinata materia saranno in rapporto 1:6 alunni, i tutor tirocinanti pre-laurea della stessa materia in rapporto 1:1 alunno (es. un tirocinante docente pre-ruolo di matematica avrà a fianco 6 tirocinanti tutor pre-laurea in matematica che affiancheranno 6 alunni di una classe). I docenti pre-ruolo spiegheranno nuovamente i concetti riguardanti l’argomento di studio, i tirocinanti pre-laurea spiegheranno lo svolgimento degli esercizi al loro alunno che potrà esercitarsi anche con altri esercizi simili a quelli dati dal docente curricolare.

Ogni scuola stilerà la lista dei tirocinanti, indicando la zona di intervento e la materia di interesse, in modo da poter intervenire anche a casa delle famiglie, qualora i genitori non vogliano lasciare i figli a scuola nelle ore pomeridiane.

Mettere a fianco di ogni alunno un tirocinante non è discriminatorio, consente ad ogni alunno di comprendere meglio l’argomento con lo scopo di rendere più rapido e fluido l’apprendimento e, allo stesso tempo, approfondire lo stesso con nuovi esempi, oltre ai compiti da effettuare, in una full immersion anche condivisa, in quanto gli studenti avranno la possibilità di dialogare tra loro a fine studio individuale.

I tirocinanti osserveranno gli studenti durante lo svolgimento degli esercizi, li guideranno solo nel momento in cui i ragazzi troveranno difficoltà e non comprenderanno l’esercizio.

Le scuole sceglieranno e favoriranno docenti, pedagogisti, educatori professionali e tirocinanti residenti in zona, per evitare ritardi e stress di vario tipo ed ottimizzare il lavoro. La ricerca di una casa, una sistemazione, la ricerca del posto auto creerebbe situazioni stressanti non benefiche per lo studente e per l’operatore che interviene nel processo educativo.

Specifico che i tirocinanti non saranno retribuiti in quanto la loro funzione è mirata all’acquisizione delle competenze necessarie e riguarda un settore di interesse.

Infine ogni scuola sarà dotata di una ricca biblioteca: il materiale utile per le ricerche ed una stampante messa a disposizione per alunni e docenti saranno indispensabili. Saranno gli stessi docenti a segnalare riviste, enciclopedie e libri adatti per gli alunni, in maniera che, anche i meno fortunati, possano usufruire delle fotocopie per poter studiare su libri indicati dai docenti.

La biblioteca dovrà essere aperta ed accessibile dal lunedì al venerdì dalle 8:30 alle 18:30 ed il sabato dalle 8:30 alle 16:30.

Il lavoro di un docente non deve avvenire in altre città diverse da quelle di residenza, si deve cambiare la mentalità dall’alto: aumentare i plessi scolastici, diminuire le -migrazioni- dei docenti, investire nella cultura e nella formazione, dare spazio a più stili educativi, elevare la persona dal punto di vista creativo.

LA SCUOLA NEL NUOVO FORMATO: RIPRENDIAMOCI IL FUTURO!

di

Nancy Nitti

 

Nell’articolo “Una scuola pedagogicamente in evoluzione”, ho espresso come la scuola cambia con l’ implementazione del coding ed altri corsi attraverso fondi che consentono di far partire laboratori oltre alle materie curriculari didattiche previste.

Il problema è proprio quello: inserire laboratori ma non cambiare il modello di organizzazione. Per questo la figura del pedagogista è necessaria nel contesto scolastico organizzativo ed educativo attraverso il counseling pedagogico di supporto ai docenti e agli alunni.

Esistono attualmente figure che, tramite bandi, vengono assunti come orientatori, ma non sono quasi mai pedagogisti.

Ribadisco il concetto, le unità didattiche sono impostate sempre in maniera inalterata: cambiano gli strumenti didattici, cambiano gli argomenti studiati con l’ introduzione del coding ma non cambia il metodo di svolgimento delle lezioni, la loro strutturazione all’ interno degli orari scolastici. Tutto è condensato nelle poche ore curriculari che i bambini e ragazzi devono seguire. Si lascia così poco spazio ad argomenti, che vengono studiati sempre con meno attenzione o si tende a riempire gli studenti di nozioni. Sia nel primo caso che nel secondo, questo non va bene, perché quello che rimane nella testa dello studente è molto vago o confuso, anche per il sovraccarico di informazioni ricevute.

È per questo motivo che bisogna ridistribuire il tempo dedicato allo studio, le ore di lezione, gli argomenti. I nostri politici sembrano però che questo non lo considerino per nulla.

C’è bisogno che il Ministero dell’Istruzione provveda a riorganizzare la scuola nel suo interno con percorsi di studio ben strutturati, attraverso un’attenta suddivisione delle materie, che devono anche dialogare tra loro. Questo è possibile solo ampliando il team all’ interno delle strutture scolastiche, dando flessibilità di orari e riorganizzando le aule per materie di studio: “non sono i docenti che vanno in classe ma è la classe ad andare nelle aule dei docenti”. Le aule devono essere organizzate in base alla materia di studio, attrezzate con armadietti dove poter riporre le proprie cartelline di lavoro.

Come organizzare la scuola? Non dovrebbero più esistere le classi pollaio, ogni classe dovrebbe essere composta da un massimo di 20 alunni, nelle ore curricolari.

Ogni ora deve essere di 50’, gli altri 10’ sono dedicati alla -distrazione-, per consentire ai ragazzi di recarsi da un’aula all’altra o prendere uno snack al bar che si trova nello stesso plesso scolastico.

La pausa pranzo è gestita a discrezione dei genitori: possono prelevare i loro figli o lasciarli a scuola per esigenze lavorative.

Non affidiamo tutto nelle mani dei docenti di ruolo, lasciamo che lavorino solo nelle ore curricolari.

Le lezioni si terranno dal lunedì al venerdì dalle 8:30 alle 13:30.

Nelle ore pomeridiane, i ragazzi non studieranno più a casa, la scuola offrirà loro un supporto dalle 15:30 alle 18:00 e potranno essere seguiti dai docenti non curricolari: quelli che dovranno fare tirocinio pre-ruolo. Ogni gruppo di 6 alunni sarà affidato ad un docente, questo perché tutti devono essere seguiti ed interagire sia con il docente che con i compagni. Se la scuola non ha abbastanza aule per accogliere docenti tirocinanti e alunni per il doposcuola, la scuola stessa prenderà contatti con le associazioni che metteranno a disposizione le loro strutture per accogliere docenti e alunni. Inoltre, sempre di pomeriggio, sarà possibile per i ragazzi fare sport in palestra ed altre attività laboratoriali.

Durante il sabato mattina i ragazzi avranno possibilità di continuare con lo studio seguiti dai docenti in pre-ruolo, ma avranno anche la possibilità di usufruire dello sportello pedagogico per esporre i loro problemi individuali e nella classe. Gli incontri verranno prenotati per evitare un sovraffollamento degli interventi: ogni alunno deve avere la possibilità di essere ascoltato con calma.

Oltre alla possibilità di approfondire gli argomenti di studio con i docenti pre-ruolo, i ragazzi potranno continuare a seguire le attività laboratoriali di impronta artistica: teatrali, danza, musica, tutte attività che sollecitano la creatività, la coordinazione e la memoria.

Per quel che riguarda lo staff insegnanti, non facciamo che i collegi docenti e i consigli di classe siano estenuanti. Rendiamo possibile la condivisione delle informazioni in qualunque momento attraverso un -diario di bordo-, in continuo aggiornamento, ogni fine lezione; questo consentirà di rendere più fluido il dialogo tra docenti curricolari ed extracurricolari e permetterà di comprendere meglio le lacune e le problematiche degli alunni.

Figura di raccordo tra i docenti: il pedagogista.

Negli asili ci saranno anche maestri in lingua inglese che tre volte a settimana giocheranno con i bambini esclusivamente in lingua. Una full immersion nella lingua, con insegnanti di lingua madre, fin dai 3 anni per arrivare agli 8, dopodichè i bambini cominceranno a studiare anche la grammatica inglese e ad apprendere attraverso il dettato. All’asilo dovrebbero essere inserite le seguenti attività

conversation in english, cinenglish (facili da comprendere), proiezioni di filmati naturalistici, laboratori di manipolazione e disegno, laboratori di giardinaggio, laboratori di musica in modalità ludica. Nei primi anni delle scuole elementari sarà possibile inserire anche il coding.

Per quel che riguarda le docenze, i docenti tirocinanti pre-ruolo, dovrebbero avere la possibilità di entrare anche nelle strutture ospedaliere per lavorare sul sostegno e far sì che i ragazzi, che necessitano di lunghi ricoveri, possano stare a passo con le lezioni, quando possibile, anche all’interno della struttura stessa.

Gli studenti devono tornare a memorizzare i concetti, un incentivo può essere quello di insegnare loro a diventare guide turistiche e guide nei musei e della città, memorizzando i periodi storici, gli avvenimenti e le notizie sugli artisti.

Personalmente come pedagogista sono molto stanca nel sentir parlare dei continui aggiornamenti dei docenti, quando in realtà quello che si deve cambiare è il modo di pensare la scuola.

Faccio dunque appello ai pedagogisti, insistiamo affinchè la nostra legge venga approvata, non facciamo che la scuola continui il suo percorso sempre allo stesso modo.

Riprendiamoci il futuro dei ragazzi affinchè un giorno diventino uomini più consapevoli e responsabili.

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